BITTER - Bitter Q rosso

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Q BITTER ROSSO



SCHEDA TECNICA
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NOME COMPLETO : Q bitter rosso
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ORIGINE : Italia
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GRADO : 25°
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CAPACITA' : 100cl
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NOTE : dalle esperienze raccolte durante un viaggio in africa occidentale nasce l’idea per la produzione di questobitter completamente naturale senza coloranti e meno zuccherino.
Il tono speziato viaggia sulle note dello zenzero e del quassio, mentre l’armonia citrica e’ stata creata miscelando i sentori dell’ arancio, del cedro e del mandarino; il lato amaricante, infine, e’ immancabilmente affidato alla genziana.
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STORIA
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Questi prodotti, strettamente legati alla storia degli amari e degli elisir di lunga vita medioevali, sono derivanti dal sapere della saggezza della farmacopea casalinga e della farmacologia “moderna”. Nel 1700 a Venezia, per effetto dei suoi commerci con l’Oriente, che diedero abbondanza di spezie ed erbe, uniti al sapere dell’erboristeria e dell’infusione, si ebbe la creazione delle prime”Teriache” o “Triache” moderne. Nella città lagunare si contavano oltre 100 spezierie, di fatto farmacie dell’epoca, dove venivano elaborati rimedi medici a base d’erbe e spezie. Come detto nel capitolo sulla storia degli amari, l’origine di queste teriache fu sicuramente greca. Vennero poi perfezionate dagli arabi e dall’Università di Salerno, che le diffuse poi in tutto il mondo occidentale. Le città elettive di questo sapere erano quelle maggiormente legate ai commerci di spezie ed erbe, come Firenze, Venezia, Parigi ed Amsterdam. L’iniziale prerogativa delle teriache era quella di curare dal morso dei serpenti e dalle ferite in generale, per poi divenire, nel proseguo della storia, la panacea di tutti i mali ed elisir di lunga vita. Divennero prodotti alla moda, usati abitualmente, spesso anche senza bisogno, per il semplice fatto che si pensasse facessero bene al corpo e alla mente.
Questi prodotti “farmaceutici” venivano presi all’insorgere del mal di testa o anche solo per riposare meglio, senza quindi una diagnosi medica precisa. La moda degli elisir si diffuse per arrivare a Parigi e nelle capitali europee e del Nuovo Mondo. Qui non bisogna sottovalutare anche l’importanza dei ciarlatani di piazza, che fino alla fine del 1800, popolavano le città europee, erano al seguito dei pionieri americani od imbarcati sulle navi. Nel proseguo della storia il termine diventerà dispregiativo, ma in realtà questi personaggi, all’inizio del 1500 erano dei medici girovaghi dediti alla raccolta di erbe e serpenti, con il quale confezionavano rimedi curativi, che venivano venduti alla popolazione. Un documento veneziano del 1591 attesta che un certo Pasqualino Vio venne imbarcato sulle navi della Repubblica di Venezia per curare i compagni al seguito. Il loro sapere era di derivazione orale e veniva dalla saggezza famigliare e popolare. In passato la figura del medico dentista o del chirurgo veniva esercitata a livello nomade e le preparazioni servivano al convalescente. Nel proseguo della storia, per via del successo e della popolarità di questa figura, si insinuarono fra essi veri e propri maestri di vendita che imbonivano la gente, in piedi su banchi e scaffalature. Personaggi dalla morale non proprio integerrima, privi di ogni conoscenza medica, vendevano rimedi, spesso senza nessun principio attivo e validità, spostando il centro dell’attenzione non tanto sulla qualità intrinseca del prodotto, ma sul folclore della parata espositiva